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Ambulatorio
Reperibilità fuori orario 
per i nostri Clienti
PER URGENZE: 333 7680681



Siamo aperti tutti i giorni dal Lunedì al Sabato:

Mattino: dalle ore 10 alle ore 13;
Pomeriggio: dalle ore 16 alle 20;
il sabato dalle ore 9 alle 13.


( Il Sabato pomeriggio previo appuntamento)

Il dott. Luigi Marangoni, Direttore Sanitario, esercita la professione dal 1983 e si occupa di Clinica Medica, Chirurgia Generale e Diagnostica per Immagini (radiologia ed ecografia). 
Ha seguito numerosi Corsi di Aggiornamento organizzati da Ordini Veterinari Nazionali, dalla Federazione Italiana Sport Equestri, dalla Società Italiana Veterinari per Equini, dalla Società Culturale Italiana per animali da compagnia, presso SCIVAC, AIVPA, AMVI, IDEXX rivolti alla specializzazione nel campo della diagnostica clinica medica e chirurgica ed analisi di laboratorio.
Ha seguito con profitto il percorso formativo in Omotossicologia Veterinaria presso l’Accademia di Medicina Biologica, ha conseguito la qualifica di RSPP presso l'AMVI, Palazzo Trecchi Cremona. Ha seguito il Percorso formativo annuale in Omeopatia e Omotossicologia Veterinaria presso l'Associazione medica italiana di Omotossicologia.  
Ha conseguito la qualifica di Lettore Ufficiale per la ricerca radiografica delle malattie scheletriche congenite e/o ereditarie presso il CE.LE.MA.SCHE di Ferrara.
Ha seguito Corsi di Specializzazione in Ecografia presso Lizard Medical Devices Trento, e in Chirurgia e Terapia Laser Sistema TDF –Quanta System.
Il Dott. Luigi Marangoni è Responsabile Sanitario presso: l'Allevamento Jack Russel di Villa Bosi Trecenta, l'Allevamento Weimaraner Moonlight Trecenta, l'Allevamento Basset Hound L'Impero dei Filosofi Rovigo.
Il Dott. Luigi Marangoni opera  quotidianamente  per risolvere ogni problema che riguardi il benessere dei vostri animali, privilegiando un rapporto diretto e personale con lo stesso cliente, seguendolo  con competenza e professionalità in ogni fase della cura.  

L'Ambulatorio Veterinario offre prestazioni di:

Day Hospital

Clinica Medica
Chirurgia con Tecnologia Laser TDF
Radiologia Digitale
Ecografia

Odontostomatologia
Dermatologia
Citologia

Lettore Ufficiale Ce.Le.Ma.Sche

Test diagnostici per Filariosi Cardio Polmonare fliv/flev, Giardia, Leishmaniosi
Check up dismetabolie
Test di di terreni su cultura per miceti, Dermatrofiti
Collaborazione diretta con Vet Met Labor (Idexx Germania)
Diagnostica per immagine (radiologia digitale, ecografia)
Analisi di Laboratorio (analisi sangue, urine e feci)

Elaborazione personalizzata di Diete di Mantenimento e Terapeutiche.

Terapia del Dolore

 
Il Veterinario consiglia
 
Per molti animali domestici, l’arrivo della bella stagione coincide con l’avvento di pulci, zecche e pidocchi. Questi fastidiosi parassiti si propagano facilmente e causano pruriti e allergie ai loro poveri ospiti. Inoltre sono veicolo di pericolose malattie, sia per gli animali che per gli uomini.

La prevenzione è la migliore arma di difesa, perciò è necessario trattare gli animali domestici con degli antiparassitari, specifici per il vostro animale. In particolare esistono delle comode soluzioni monodose (pipette) da acquistare in base al peso del cane. Questi prodotti uccidono i parassiti di cani e gatti nell’arco di 24-48 ore e li proteggono da nuove infestazione per oltre un mese. I prodotti più efficaci eliminano anche le uova e le larve presenti nel pelo dell’animale.

Se si possiedono cani o gatti che stanno spesso all’aria aperta, oltre al trattamento con gli antiparassitari sull’animale, è consigliabile intervenire anche nei luoghi maggiormente frequentati dagli animali. Quando gatti e cani sono infestati da pulci e zecche, anche l’ambiente dove vivono è contaminato. Una singola pulce femmina depone fino a 40-50 uova sulla cute del cane o del gatto: queste poi cadono nell’ambiente e nel giro di pochi giorni fuoriescono delle larve per presto di trasformano in pupe. Le pupe sono protette in un bozzolo e sono pronte a balzare sul primo animale che capita a tiro. Per questo, in caso di presenza di pulci, è importante “bonificare” anche l’ambiente. Per eliminare i parassiti presenti e ridurre il rischio di future infestazioni si può ricorrere a un insetticida specifico, con trattamenti settimanali nella cuccia, nella gabbietta, sui divani o nel luogo dove dorme l’animale.

Quando si utilizzano gli antiparassitari è importante trattare tutti gli animali domestici contemporaneamente e con costanza, per eliminare il rischio di re-infestazioni.

La leishmaniosi canina è una delle malattie più frustranti che il proprietario ed il veterinario possano incontrare. I sintomi sono sfuggenti, a volte netti, mai chiaramente testimoni della patologia in atto (patognomonici). Quindi la diagnosi è complicata e spesso si arriva alla certezza solo dopo lunghe indagini (analisi). La terapia risulta solo parzialmente efficace, comunque mai (o quasi mai) risolutiva. Fino al 2011, almeno in Europa, non esisteva un vaccino; ma anche oggi che il vaccino è arrivato, sembra che siamo ancora lontani dalla protezione completa. Resta importante la prevenzione indiretta, cioè volta ad evitare che il cane venga punto dall’insetto infetto (vettore di Leishmania). Si tratta quindi di una patologia estremamente grave, che segna in maniera indelebile tutti coloro che l’hanno “vista” almeno una volta, fino ad arrivare al paradosso di temerla o sospettarla al minimo accenno sintomatologico, anche quando la Leishmania non c’entra niente.Per definizione la leishmaniosi canina è una malattia infettiva (causata da protozoi del genere Leishmania) a trasmissione indiretta (si può propagare per il tramite di un insetto vettore; tecnicamente si tratterebbe di un contagio indiretto, ma per evitare fraintendimenti è preferibile utilizzare il termine contagio solo per le malattie a trasmissione diretta, come quelle da contatto [e non è questo il caso, salvo rarissime eccezioni]), a carattere zoonosico (può essere trasmessa dal cane all’uomo e viceversa).. Ed il fatto che, in un tempo generalmente lungo (anni), l’animale venga portato a morte, suggerisce che il cane sia un ospite recente, in termini evoluzionistici.La Leishmania sarebbe niente senza il suo ospite invertebrato, il flebotomo vettore, l’insetto che il parassita sfrutta a proprio vantaggio per compiere parte del suo ciclo biologico, senza che lo stesso venga in qualche modo danneggiato (connubio flebotomo-Leishmania evoluzionisticamente antico), per lo meno in senso “vitale.I flebotomi o pappataci sono insetti ditteri (hanno 2 ali); nel bacino del Mediterraneo l’unico genere coinvolto nella trasmissione di Leishmania infantum (la sola specie del protozoo responsabile della malattia alle nostre latitudini) è il Phlebotomus, con alcune specie, tra cui P. perniciosus, P. perfiliewi e P. major. Il ciclo vitale dei flebotomi comprende due diversi stadi biologici: l’adulto volante e la fase di sviluppo (uovo, 4 stadi larvali e pupa), che si realizza in terreni umidi ricchi di materiale organico. L’attività dei flebotomi si realizza nelle ore crepuscolari (un picco appena dopo il tramonto) e notturne. Possono arrivare a coprire fino a 2,3 chilometri e la loro velocità è di circa 1 metro al secondo. Solo le femmine di pappatacio si nutrono di sangue, al fine di permettere la maturazione delle uova (il tempo che intercorre fra un pasto di sangue e la maturazione delle uova è di 4-8 giorni). Fino a pochi anni fa si affermava che la leishmaniosi canina fosse confinata in zone relativamente limitate del centro-sud Italia e delle isole (maggiori e minori). Nel 1989 Gradoni scriveva: attuali o potenziali focolai sono riconoscibili con distribuzione discontinua in tutte le zone rurali o periurbane della fascia costiera tirrenica e nelle aree collinari ad ovest della dorsale appenninica fino ad una altitudine di 500-600 m s.l.m.; nelle regioni costiere e sub-appenniniche dello Ionio e del basso Adriatico, fino al Gargano….
È probabile che questa situazione dipendesse più da una sottostima della reale incidenza della malattia, che da un’effettiva distribuzione limitata. Comunque sia, è innegabile che attualmente si abbiano segnalazioni di casi da ogni parte d’Italia, anche da regioni tradizionalmente ritenute indenni (Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna). La distribuzione dei casi di leishmaniosi canina non è uniforme nelle regioni endemiche, bensì a focolaio, con differenze anche notevoli fra aree contigue. Questo fatto riflette l’analoga diffusione dei flebotomi vettori che, a sua volta, dipende dalle differenze di habitat. Per spiegare la maggiore urbanizzazione della malattia, sono stati invocati anche interventi umani, come quelli di deforestazione e, nelle grandi città europee, lo spostamento dei residenti dal centro alla periferia, con la proliferazione delle abitazioni monofamiliari dotate di giardino in cui solitamente viene tenuto il cane. Si riporta un elenco (sicuramente sottostimato) di Paesi in cui il cane è il provato o sospetto serbatoio della malattia umana. Europa: Albania, Bosnia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna, Turchia, ex URSS, Yugoslavia; Africa: Algeria, Egitto, Marocco, Senegal, Sudan, Tunisia; Asia: Cina, Israele, Libano, Pakistan, Arabia Saudita, Siria, Yemen; America: Brasile, Bolivia, Colombia, Perù, USA, Venezuela.
Una delle prime incombenze, quando si decide di portare a casa un cucciolo, è quella di farlo visitare da un veterinario per un controllo e per le vaccinazioni di rito. Ma contro cosa lo vacciniamo? E come funziona un vaccino?

Un vaccino non è che una piccola dose di un virus, morto o indebolito, che permette al sistema immunitario del cucciolo di formare gli anticorpi necessari a contastarlo; in questo modo, se in futuro il cane dovesse venire di nuovo a contatto con lo stesso virus, sarà preparato a difendersi e non contrarrà la malattia.
Al momento dell’acquisto del cucciolo, che ricordiamo non deve avvenire prima del 60° giorno di vita, l’allevatore dovrebbe aver già provveduto ad una prima parte dei vaccini. Le prime dosi vanno infatti somministrate tra le 6 e le 8 settimane di età (prima il cucciolo è comunque protetto, grazie agli anticorpi contenuti nel latte materno). Sarà nostro compito, nel corso del terzo mese, provvedere quindi al necessario richiamo, che andrà poi ripetuto regolarmente una volta l’anno o più di frequente in alcuni casi (ad es. il vaccino contro la Leptospirosi). Se chi ci cede il cucciolo non ce lo consegna spontaneamente, quindi, ricordiamoci di chiedergli il libretto sanitario dell’animale (obbligatorio!) con le informazioni sulle vaccinazioni già effettuate e la data del prossimo richiamo. Solitamente il veterinario somministra dei vaccini polivalenti, cioè efficaci contro più di una malattia.
Il vaccino è essenziale in quanto in molti casi è in realtà l’unico strumento di “cura”: pensiamo ad esempio allo parvovirosi, una malattia molto grave che può uccidere l’animale nel giro di 24 ore. Oltre alle già citate leptospirosi e parvovirosi, i vaccini “standard” comprendono in genere la bronchite infettiva, il cimurro, l’adenovirus e l’epatite infettiva.
Un discorso a parte merita invece il vaccino contro la rabbia, obbligatorio solo in alcune regioni come il Friuli Venezia Giulia ed il Trentino Alto Adige, oltre che in Sardegna per i cani provenienti dal continente; esso è inoltre indispensabile per partecipare a manifestazioni canine o per viaggiare all’estero. Negli altri casi il veterinario è in grado di indicarci, in base alla diffusione della malattia nella zona in cui viviamo, se vaccinare l’animale.
 
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